Nemico dell’Islam? Un incontro con Nouri Bouzid

Perché la Tunisia, il paese dei datteri, dei villaggi vacanze e del turismo di massa, si è trasformata da un giorno all’altro in una polveriera, producendo la prima delle cosiddette Primavere arabe e oggi, superata la Rivoluzione del 2010 – 2011, è diventata il paese che fornisce più volontari alle milizie dell’Isis? Ecco, allora, l’idea del mio film: un viaggio, anzi un road movie tra le immagini prodotte da una cultura e dentro quella cultura, per capire le radici di una crisi che il cinema di Nouri Bouzid racconta da vent’anni (Stefano GrossiL’incontro e l’integrazione della cultura europea occidentale, laicista e la cultura araba islamica, con i suoi pregiudizi religiosi, è uno dei problemi centrali del terzo millennio, insieme con squilibrio economico e demografico e l’emergenza ambientale. Nemico dell’Islam? ha lo scopo di offrire un ingresso privilegiato nel mondo arabo islamico più vicino a noi, cioè i Paesi del Mediterraneo del Nord Africa.

Regia: Stefano Grossi regista e sceneggiatore, nato a Milano nel 1963, vive a Torino. Ha diretto cortometraggi, lungometraggi e documentari, presentati in festival nazionali e internazionali (Venezia, Locarno, Angers, Annecy). Ha tradotto e curato libri sul cinema per Gremese, Lindau, Marcos y Marcos.
Dal 1997 al 2000, ha tenuto seminari di Filmologia e Storia del Cinema all’Università di Genova, Facoltà di Scienze della Formazione.


Nouri Bouzid is the most important Tunisian film director. He has shown in his films everything that seems impossible to show inside an Arab country: homophobia, torture, political repression, patriarchy, religious fanaticism, antisemitism, sexual pathology. “Three months after the revolution, on the 17th April, The Nahda organized a gala dinner at the Congress Palace in Tunis. A rapper, Psicho M, sang the following words in French: I will discharge my Kalachnikov on the director of Making-off, I have declared Nouri Bouzid an enemy of Islam! There was an outburst of applause from the crowd and cries of Allah Ou Akbar! Three days later I was attacked while I was engaged in a discussion on the campus. My hat softened the blow but I had nine stitchesin the wound. There was a argument in the press. The Islamists said: It’s only a song, you mustn’t exaggerate. Today, I have accepted the idea of being killed. And I live with this.”

REGIA: Stefano Grossi

MONTAGGIO: Luca Mandrile

SUONO: Felice D’Agostino, Arturo Lavorato

PRODUZIONE: Own Air Propaganda Italia

DURATA:  52 min

PAESE: Italia