Migrazione di Carlo Rocchi Bilancini

Dove prima c’erano forme solide, ora ci sono solo correnti di colore, morbide increspature sulla superficie dell’acqua. Chi sono queste persone? Da dove provengono e dove sono andate?

La prima grande esposizione di Carlo Rocchi Bilancini, Pesci Fuor d’Acqua, non lasciava dubbi nello spettatore. Le sue immagini mostravano soggetti immobili e imperturbabili nel loro elemento, né bagnati né modificati da esso. Un vigile del fuoco con il tubo, una cantante d’opera con lo spartito, una ballerina di tango, un geometra, un ciclista, un parrucchiere con le forbici, una scultrice con fili di rame, una nonna che lavora a maglia – tutti che galleggiano su onde di un blu cristallino, più forti del ritmo dell’acqua.

I vestiti abbandonati di Migrazioni si sono svuotati delle forme di chi un tempo li abitava e con il lento sciabordio dell’acqua si sono trasfigurati nell’inconoscibile, seppur vagamente familiare: la sagoma spettrale di un lontano amico, un inafferrabile amante, una persona defunta che desidera riassumere un’identità perduta. Tutti si lasciano qualcosa alle spalle. Si tratta di un vestito o dell’anima?

Scivolando come forme primordiali e roteando nel vortice dell’elemento che ha donato loro la vita, questi gusci, sbiaditi o risuonanti di colore, provocano e affascinano. Una medusa viola pulsa nel paesaggio acquatico, un anemone si intravede sotto la superficie, un granchio allunga le chele, delle sirene che invitano lo spettatore a unirsi a loro.

L’acqua è il mezzo del cambiamento e porta la metamorfosi nella sua scia. Vi è uno svanire, una trasmigrazione. Fra non molto, di queste forme non rimarranno che increspature nel tempo.

FOYER CINEMA CORSODA MERCOLEDI 31 OTTOBRE

TUTTI I GIORNI
DALLE ORE 9.00


CARLO ROCCHI BILANCINI

Nato a Todi nel 1973 da una storica famiglia di vetrai, è un fotografo con una visione artistica unica, sulla cui formazione ha senz’altro influito la collaborazione con il regista Pupi Avati. Dopo la laurea in Economia, frequenta la Fondazione Forma per la Fotografia di Milano.