La nave dolce

Il film racconta l’approdo della nave Vlora (che porta il nome albanese della città di Valona) nel porto di Bari, avvenuto il mattino del giorno 8 agosto 1991, proveniente dal porto di Durazzo con un carico di ventimila albanesi che sono saliti bordo con la forza. Dopo il crollo del regime di Enver Hoxha, l’imbarcazione viene assaltata da cittadini albanesi che sfuggono dal proprio paese, attratti dal miraggio di una vita migliore in Italia. Si tratta in maggioranza di persone normali, che si ritrovano insieme per caso, dopo aver saputo che il porto albanese era stato riaperto. Alcuni sono armati e costringono il capitano a fare rotta verso Brindisi, ma le autorità Italiane dirottano la nave a Bari. Segue lo sbarco in questa città e la cattura, nel porto e nelle strade adiacenti e la prigionia nello Stadio della Vittoria, deciso dalle autorità di Roma, contro il parere del sindaco di Bari, Enrico Dalfino; le rivolte; il rimpatrio (con l’inganno: i migranti salirono sugli aerei convinti di essere portati a Roma) di quasi tutti gli esuli, tranne circa duemila che riescono a fuggire.

Regia: Daniele Vicari debutta alla regia con Uomini e Lupi, vincitore  del Sacher Prize nel 1997; il documentario rivela le condizioni drammatiche vissuti dai pastori macedoni sulle montagne dell’Abruzzo. Prende parte al film collettivo Partigiani sulla lotta al nazismo e al fascismo nella cittadina emiliana di Correggio. Dal 1998, si concentra sul documentario realizzando opere su temi ambientali e sociali: Bajram, Comunisti, Sesso marmitte e videogames e Non mi basta mai. Il suo primo lungometraggio è dedicato alle gare d’auto clandestine: Velocità massima (2002), con Valerio Mastandrea, presentato in concorso a Venezia e vincitore del David di Donatello per la migliore opera prima. Tre anni dopo realizza L’orizzonte degli eventi, thriller psicologico in concorso alla Semaine de la Critique di Cannes e incentrato sul mondo della ricerca scientifica.  Nel 2006, torna al documentario con Il mio paese, road-movie sulle orme del leggendario documentarista Ivens, vincendo nuovamente un David di Donatello per il miglior film documentario. Nel 2008 presenta al festival di Roma Il passato è una terra straniera con Elio Germano e Michele Riondino, film ambientato nelle bische clandestine di Bari, che vince il Miami International Film Festival. Nel 2012 presenta Diaz – Don’t Clean Up This Blood che vince il premio del pubblico ai Festival di Berlino, Valladolid e Bastia, ricevendo quattro David di Donatello e tre Nastri d’Argento. Sempre nel 2012 presenta La nave dolce che vince il premio Pasinetti alla Mostra del cinema di Venezia. Ha contribuito a fondare la Scuola Regionale di Cinema Gian Maria Volonté di cui attualmente è Direttore Artistico.

REGIA: Daniele Vicari

MONTAGGIO: Benedetto Atria

PRODUZIONE: Indigo Film, Apulia Film Commission, Rai Cinema

DURATA:  90 min

PAESE: Italia