Guai a voi ricchi, papà era cattocomunista

Il pubblico entra in sala accompagnato da un caotico montaggio di voci registrate, opinioni sconnesse, sono interviste di ragazzi fuori dalle scuole alla periferia di Roma, poi d’improvviso tuona il rock progressive della “Messa-Beat”, il Narratore comincia lo spettacolo e ci porta negli anni 60, quando il dibattito era vivo e cruciale, i giovani cattolici non parlavano d’altro, nelle salette parrocchiali si leggeva il capitale di Marx, si parlava di “peccato sociale”, c’erano i preti operai, le chiese occupate per protestare contro il Vietnam. Poi ci porta più lontano, in Colombia, con i preti guerriglieri e la teologia della liberazione, i canti di protesta di Victor Jara, sui muri di San Salvador i fascisti scrivevano “Sii patriottico, uccidi un prete”. Poi ci porta ancora più lontano, da S. Agostino, S. Giovanni Crisostomo e le omelie contro l’avarizia. Il narratore intreccia le storie con l’ironia, lo sberleffo e il paradosso. Ogni racconto provoca domande e tormenta la coscienza: i sacerdoti salvadoregni massacrati dagli squadroni della morte perché sospettati di comunismo, cosa sono diventati, martiri politici o martiri cristiani? Il narratore tortura il pubblico e se stesso con le domande che da 2000 anni l’uomo ostinatamente riformula: che vuol dire costruire il regno di Dio? Come ci dobbiamo organizzare? E Lui non poteva spiegarsi un po’ meglio? Che ne facciamo dei “cattivi”? La ricchezza è un delitto? Perdonare significa permettere che il male resti impunito? Chi perdona è un vile? È un pigro? Cristo è venuto per liberarmi dal mio peccato. Dal mio. E da quello degli altri?

Regia: Giovanni Scifoni diplomato presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico nel 1998, compie tournée teatrali con artisti della scena nazionale. Scrive monologhi narrativi e commedie, da sei anni porta in scena in tutta Italia con grande successo il monologo giullaresco “Le ultime sette parole di Cristo (minestra di fede per cialtrone e strumenti antichi)” premio “golden Graal 2011”, e attualmente anche il suo nuovo lavoro: “Guai a voi ricchi (papà era cattocomunista)” vincitore del premio “i teatri del sacro 2011” e del premio “Teatro per la memoria 2012”. Debutta al cinema in “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana. È protagonista e co-protagonista in numerosi film tv come “Il Commissario Vivaldi” di Luciano Odorisio, con Lando Buzzanca, “Mio figlio”, “Un medico in famiglia”, “Una pallottola nel cuore” con Gigi Proietti, ultimamente su Raiuno è stato protagonista ne “La tempesta” di Fabrizio Costa con Nicole Grimaudo e Ennio Fantastichini, e nel film-tv “A testa alta, I martiri di Fiesole” di Maurizio Zaccaro. E’ stato anche sul set di “squadra antimafia 7” come nuovo protagonista della serie. È sposato con Elisabetta e hanno tre figli.


The audience enters into the theatre, surrounded by a chaotic assembly of recorded voices and disjointed opinions; these are the interviews of young people, conducted out of schools, on the outskirts of Rome. Then, suddenly, the progressive rock music of the “Messa Beat” (lit. Beat Mass) blasts all around, and the narrator begins his tale, leading us back in the 1960s. At that time, the political debate was alive and vital, young Catholics spoke of anything but that, in parish rooms people read Marx’s Capital, people spoke about the “social sin”, there were worker priests and the churches were sat in to protest against the Vietnam war.The narrator leads us even further away, in Colombia, with the guerrilla priests and the liberation theology, to Victor Jara’s protest songs, on the walls of San Salvador, on which the Fascists used to write “Be patriotic, kill a priest.”Then, he takes us to St. Augustine, St. John Chrysostom and the homilies against avarice.The narrator creates a connection among these stories with irony, mockery and paradox.Each story raises questions and our conscience is tormented: Can the Salvadoran priests, massacred by the death squads because they were suspected to be communists, be considered as political or Christian martyrs? The narrator then torture the audience and himself with questions that people has stubbornly reformulated for 2000 years: What does the expression “building the kingdom of God” means?How are we supposed to organise ourselves?Couldn’t He be a little more specific?What do we do with the “bad” people?Is being wealthy a crime?Does “forgiveness” mean to let the evil go unpunished?Is the forgiver a coward?Is the forgiver a lazy?Christ came into the world to set me free from my sin.From mine.But what about other people’s sins?

Giovanni Scifoni He graduated from the National Academy of Dramatic Art “Silvio D’Amico” in 1998, and he has performed theatrical tours with many national theatre artists.  Scifoni writes narrative monologues and comedies, and he has been successfully staging throughout Italy the jester’s monologue “Le ultime sette parole di Cristo (minestra di fede per cialtrone e strumenti antichi)”, winner of “I teatri del sacro 2011”, and the piece “Guai a voi ricchi (papà era cattocomunista)”, which received the award “Teatro per la memoria 2012”. He made his film debut in “La meglio gioventù” by Marco Tullio Giordana. He starred and co-starred in several TV films such as “Il commissario Vivaldi” by Luciano Odorisio and with Lando Buzzanca, “Mio figlio”, “Un medico in famiglia”, “Una pallottola nel cuore” with Gigi Proietti. He has recently starred in the TV show “La Tempesta”, by Fabrizio Costa, with Nicole Grimaudo and Ennio Fantastichini, and in the television film “A testa alta. I martiri di Fiesole” by Maurizio Zaccaro. He has also starred in “Squadra Antimafia 7”, where he has played the role of the new main character of the series. He is married to Elizabeth and they have three children.

26 gennaio | Teatro Nido dell’Aquila

ore 21.00

Regia e interpretazione: Giovanni Scifoni