Opium di Emiliano Pinnizzotto

Il reportage è realizzato nel Nagaland, una zona remota dell’estremo Nordest Indiano al confine con la Birmania, dove, senza controllo e prevenzione sul territorio, il consumo di oppio è aumentato così rapidamente da rendere schiavi un terzo degli uomini di questi villaggi. I trafficanti, individuando un ingresso sicuro attraverso la fitta vegetazione del Nagaland, hanno cominciato a distribuire oppio alla popolazione locale come lasciapassare per l’ingresso,  una volta creata la dipendenza hanno continuato vendendo la droga alla gente ormai assuefatta.

Mentre le donne vanno nei campi a lavorare, faticando tutto il giorno, gli uomini si riuniscono per fumare l’oppio birmano in una delle povere capanne del villaggio. I loro figli vengono lasciati nella stessa casa adibita a fumeria, mentre l’odore acido dell’oppio e i suoi fumi acri si diffondono in tutta la capanna, anche dove i bambini giocano. La situazione è davvero drammatica e critica, anche se quasi sconosciuta.

Cosa succederà fra pochi anni?

Il Reportage ha vinto il premio Best Portfolio, Tales of Adventure del Travel Photographer of the Year 2017 in Inghilterra, è stato esposto a Londra, a Sintra (Portogallo), e al Museo Pigorini – Museo delle Civiltà in Roma.
PALAZZO DEL POPOLO - SALA ETRUSCADA MERCOLEDI 31 OTTOBRE

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DALLE ORE 9.00


EMILIANO PINNIZZOTTO

Photoreporter, nato a Roma nel 1983, mostra fin da piccolo una propensione ed una grande affinità con le immagini e le arti audiovisive, affascinato dalla fotografia, dal cinema e dalla musica. Comincia a scattare le sue prime fotografie fin dai primi ricordi. Intorno ai 16 anni indirizza la sua passione fotografica verso il Reportage Sociale, grazie ai numerosi viaggi nel mondo intrapresi con i genitori. Gradualmente trova così un proprio stile, caratterizzato soprattutto dal reportage e dal ritratto in chiave sociale, ripreso in ambiente naturale, con l’utilizzo esclusivo della luce a disposizione.