Ammalò di testa. Storie dal manicomio di Teramo (1880-1931)

di Annacarla Valeriano, con l’introduzione di Lucia Mencaroni.

Annacarla Valeriano ha contribuito a fondare l’Archivio audiovisivo della memoria abruzzese dell’Università di Teramo, presso cui lavora. Con questo volume, pubblicato da Donzelli, ha vinto il Premio Internazionale di Saggistica Città delle Rose, miglior autore abruzzese (2014), il premio Franco Enriquez (2014) e il premio Francesco Alziator (2014).
Sul finire dell’Ottocento, in un contesto scandito dalla povertà, dal vagabondaggio e dalle trasgressioni dei costumi, fu aperto a Teramo il manicomio Sant’Antonio Abate, destinato a diventare uno dei più importanti dell’Italia unita. In uno studio affascinante e documentato, la Valeriano ripercorre le vicende di questo caso esemplare, analizzando gli scambi reciproci fra l’istituzione medica e la società e mostrando come il processo di medicalizzazione abbia portato alla fondazione di uno spazio preposto al controllo, alla gestione e al recupero delle fasce marginali. Ma il manicomio rappresentò anche, per l’Abruzzo, una straordinaria opportunità economica. La poliedricità della struttura teramana emerge soprattutto quando ci si sofferma su ciò che si staglia alle spalle degli internamenti: i traumi e i cambiamenti tumultuosi che hanno percorso la società si traducono spesso in forme di alienazione mentale che il manicomio ha finito per amplificare. Centrale è il ruolo svolto dall’istituzione nella costruzione storica del malato: in questo processo, la scienza psichiatrica e le tradizioni popolari contribuiscono alla definizione del malato di mente come categoria sociale a sé. In questo libro, le storie di vita sono il punto di partenza di un racconto che investe l’intera storia nazionale: l’emigrazione, il consolidamento dello Stato unitario e la leva obbligatoria hanno inciso profondamente sugli immaginari collettivi e individuali, così come l’esperienza della guerra. Basato su fonti inedite, dagli scritti censurati dei ricoverati alle cartelle cliniche e ai carteggi della direzione medica con soggetti istituzionali, questo studio conferisce spessore e profondità alle vicende di una struttura che è entrata a far parte dell’identità culturale del territorio, restituendo dignità a uomini e donne dimenticati dalla storia.


During the late nineteenth century, a period troubled with poverty, homelessness and transgressions, in Teramo was opened the asylum “Sant’Antonio Abate”, which would become one of the most important in the united Italy.In a fascinating and documented study, Annacarla Valeriano describes this peculiar case study; she analyses the relationship between the medical establishment and the society while showing how improvements in medicine led to the creation of inspection, management and recovery “spaces” for the poorest groups in the society.Furthermore, the asylum also was an extraordinary economic opportunity for Abruzzo, and it turned into the most valuable enterprise in the area.However, the other side of the coin puts into evidence that patients’ traumas and society’s tumultuous changes led to several forms of mental alienation that the asylum somehow amplified.The institution played a primary role in the definition of “sick people”; both the psychiatric science and popular traditions contributed in classifying the mentally-ill as a social group of its own.In this book, real life chronicles are the starting point of a story that is also the story of a whole nation; migrations, unitary state’s consolidation and imposed military service, as well as the war, had all an important effect on both individual and collective imaginary.The world war was filtered by the soldiers’ distorted and shattered minds, who were hosted in the asylum with other civilians and refugees, playing a primary role in defining personal and collective identities.Based on unpublished sources, censured records of doctors and patients and institutional correspondence, this study gives depth and complexity to the story of a structure that has become part Teramo’s cultural identity, giving back their dignity to men and women forgotten by history.

Annacarla Valeriano helped founding the Archivio audiovisivo della memoria abruzzese (Audiovisual archives of the Abruzzo’s memory) of the University of Teramo, where she currently works. She published with Donzelli Editore “Ammalò di testa. Storie dal manicomio di Teramo” (2014), which won the international awards for nonfiction Città delle Rose, miglior autore abruzzese (best Abruzzo’s author) in 2014, the Franco Enriquez (2014), and the Francis Alziator (2014).

 

28 gennaio | Biblioteca Comunale

ore 17.00

Titolo: Ammalò di testa. Storie dal manicomio di Teramo (1880-1931)

Pubblicato da: Donzelli Editore (2014)

Autrice: Annacarla Valeriano

Introduce: Lucia Mencaroni