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I lungometraggi in concorso

Una breve descrizione dei 9 lungometraggi in concorso che saranno presentati alla seconda edizione di Diritti a Todi Human Rights International Film Festival, che si svolgerà dal 25 al 28 gennaio.

La giuria, presieduta da Daniele Vicari, sarà chiamata a valutare due anteprime mondiali, due anteprime europee e due anteprime italiane.

REFUGEE ERA di Husniye Vural (Turchia)

Questo documentario parla di persone che non possono aprire le porte delle loro case ai membri della produzione cinematografica, ma possono solo mostrare loro i resti dei luoghi in cui vivevano. Queste persone prendono giornalmente decisioni cruciali per la loro morte o sopravvivenza: ad esempio Karima è costretta a togliersi il giubbotto di salvataggio per stringere a sé suo figlio; c’è chi è costretto a comprarsi una barca quando i trafficanti di essere umani non rispettano gli accordi. Il documentario ci mostra individui che vogliono fuggire dalla guerra anche se questo significa andare incontro ad un destino incerto: semplicemente, non hanno un proprio posto nel mondo e possono solamente fuggire via.

Regia: Husniye Vural è nata nel 1972 ad Antalya. Si è laureata all’Università di Mimar Sinan. Dal 1999 lavora come regista alla TRT (Radio e televisione statale della Turchia). Dopo aver lavorato per 11 anni come produttrice per le trasmissioni radiofoniche, a partire dal 2010 lavora nella preparazione dei documentari presso la sede della TRT ad Ankara

NUOVO ALFABETO UMANO di Alessandro Mian e Alessandro Cattaneo (Italia) |  Anteprima Mondiale

Migranti: l’Altro descritto da alcuni volontari in un centro di accoglienza a Milano. Attraverso le parole di un medico, un avvocato e una psicoterapeuta del Centro riscopriamo il significato e il senso di concetti come integrazione, diversità, fiducia e dono.

Regia: Alessandro Mian laureato in psicologia, master in comunicazione, lavora come autore di documentari e creativo pubblicitario.Ha collaborato alla realizzazione di Wide Blue Delivery di Alessandro Cattaneo, selezionato in diversi festival nazionali e internazionali.Nuovo Alfabeto Umano è il suo documentario di esordio alla regia.  

Alessandro Cattaneo Laureato in economia, regista e autore di lavori con taglio prevalentemente visivo e narrativo documentaristico. Wide Blue Delivery, film d’esordio, racconta la vita dei marittimi a bordo di una nave mercantile in viaggio verso l’Africa. Il film ha partecipato a diversi Festival italiani ed europei ed è stato premiato come miglior film all’ultima edizione del Napoli Film Festival sezione Nuovo Cinema Italia, e al Festival Mente Locale di Vignola con il premio della giuria e quello del pubblico.

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NO MAN IS AN ISLAND di Tim De Keersmaecker (Belgio) | Anteprima Europea

Il dottore Bartolo si prende cura di Omar, 18 anni, un migrante tunisino approdato a Lampedusa. Gli offre una famiglia, una casa e un lavoro come interprete. Poi c’è Adam, 16 anni, un ragazzo ghanese accolto da un albergatore di Lampedusa ed impiegato nell’hotel. Entrambi sono stati fortunati. Oppure no? Lampedusa: terra promessa o prigione del Mar Mediterraneo? Due storie singolari di adozione rivelano la ricerca di libertà sia da parte dei Lampedusani che dei nuovi arrivati. L’isola è una metafora del continente europeo alle prese con l’obiettivo di una vera integrazione.

Regia: Tim De Keersmaecker  è nato l’ 11 agosto 1975. Prima di studiare cinema, ha lavorato come infermiere e terapista psichiatrico in un centro di psichiatria per cinque anni, occupandosi di persone affette principalmente da disturbi di personalità. Ha terminato gli studi cum laude nel 2007, grazie al cortometraggio ‘Die Vögelein Schweigen im Walde’. Il film ha ottenuto diversi premi nazionali e ha partecipato a concorsi come  IDFA e Visions du Réel. Ha ottenuto una wild card dalla VAF (Fondazione Audiovisuale fiamminga), grazie alla quale ha realizzato il documentario ‘Aperture’, mostrato in anteprima all’ International Documentary Film Festival Amsterdasm (IDFA) nel  2010. Sostenuto dalla Flanders Audiovisual Fund (VAF) e dal canale televisivo VRT, Tim lavora a 2 nuovi progetti: il documentario televisivo “The paved road” e il suo primo lungometraggio “No Man is an Island”. Dal 2013 coniuga il lavoro di regia ai suoi studi come PhD sulla rappresentazione della realtà all’interno dei documentari svolto presso l’Università di Bruxelles.

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LA VIDA DESPUES DE GUANTANAMO di Esteban Alfredo Cuevas (Argentina) | Anteprima Europea

Quasi tredicenne, Jihad Diyab vive nel posto peggiore al mondo per un musulmano: Guantanamo. Nel 2014, grazie ad un accordo tra José Mujica e Barack Obama, Jihad raggiunge l’Uruguay insieme ad altri cinque ex detenuti. Tuttavia, la libertà non è esattamente ciò che si aspettava.

Regia: Esteban Alfredo Cuevas nato il 4 settembre 1980 a Buenos Aires, Argentina. Per 14 anni ha lavorato come produttore di contenuti televisivi. Ha prodotto programmi per il Canale 13, Canale 9, Canale 7, Infinity (Turner Group), Direct TV e MTV. Gli studi: Center documentary school training Guild Film Argentina; Workshop Chilean documentary filmmaker Patricio Guzman; TEA Immagine; García Márquez Foundation for New Latin American Journalism: selezionato da diversi giornalisti latinoamericani per partecipare alla narrativa laboratorio audiovisivo nel territorio diCartagena, Colombia. Alcuni lavori come produttore di contenuti e realizzatore sono: 2010: “Impronte AMERICA LATINA”, serie di documentari sui conflitti sociali in America Latina; 2008: “STORIA DI LAVORO”serie di documentari rilasciato dalla TV pubblica; 2009: “PERON”, note per la biografia; 2005: “Delitto e redenzione”; 2004 “LA SANTA CHE”, 2009: “ALICIA & JHON, peronisti dimenticati”.

KETERMAYA di Lucas Jedrzejak (Regno Unito) | Anteprima italiana

Lungo una polverosa distesa collinare, circondata da olivi, i bambini di Ketermaya giocano al riparo dagli orrori della Siria. Tuttavia, la vita nei campi profughi libanesi è tutt’altro che facile. Scarsa istruzione, la perdita costante delle persone amate e le cicatrici di guerre e armi chimiche mostrano tutta la loro eco in questo ritratto straordinario di vita familiare e innocenza infantile. Una narrazione vera e propria della vita dei rifugiati nonché una toccante favola di speranza e determinazione, nonostante l’infelice contesto in cui la vicenda ha luogo.

Regia: I film di Lucas Jedrzejak lo hanno spinto a viaggiare dal Circolo Polare Artico (“In Expectation of the Thaw” ha debuttato nel 2010 alla Royal Albert Hall – in presenza del Principe Carlo) alla Cina (ha lavorato ad una serie TV di 7 episodi per Epic TV nel 2013) e gli USA (“Talking Machines”, attualmente in post-produzione; “The Preacher and the Hitman”, 2008). L’estetica atmosferica di  Lucas Jedrzejak, che gli è valsa un Sony Award nel 2005, può essere scorta anche nel suo ultimo film, “Ketermaya”, che mostra la straordinaria determinazione di un gruppo di bambini rifugiati siriani.

GULISTAN, LAND OF ROSES di Zayne Akyol (Canada)

Alcune ragazze sono parte del braccio armato del PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan), che è anche un movimento noto per l’attività guerrigliera dei suoi membri. Qual è la missione di queste donne? Difendere i territori curdi in Iraq e Siria, nonché sconfiggere l’Isis (le milizie armate del sedicente Stato Islamico) incarnando nel frattempo un ideale rivoluzionario di emancipazione femminile. Come regista Zaynê Akyol ne documenta le vite, scandite da ritmi codificati; combattenti come Rojen e Sozdar condividono apertamente con lo spettatore i loro pensieri più intimi e i loro sogni. Anche se la lotta all’Isis si intensifica ogni giorno di più in Medio Oriente, queste donne continuano a portare avanti con coraggio la loro battaglia contro la barbarie. Aprendo uno spiraglio su questo mondo generalmente sconosciuto, “Gulîstan, Land of Roses” mostra il volto nascosto di questa guerra, quello di un gruppo rivoluzionario al femminile reso compatto da un comune desiderio di libertà.

Regia: Zayne Akyol è una regista curda vincitrice di diversi premi; è nata in Turchia e cresciuta in Quebec. Akyol ha vinto il premio René Malo Chair/National Film Board of Canada come regista documentaria più promettente. Nel 2010, ha lavorato al documentario di media durata Iki Bulut Arasinda” (“Sotto due cieli” – “Under Two Skies”), che ha vinto il Jury and People’s Choice awards al Festival Vidéastes Recherché-es, così come il premio Vox al Rendez-vous du Cinéma Québécois Festival, prima di avventurarsi nel circuito dei festival internazionali.

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THE DIGITAL LEADER di Adrian V. Eagle (Francia) | Anteprima Mondiale

Il primo documentario sul controverso Primo Ministro indiano Narendra Modi, che vuole far diventare il gigante asiatico la terza potenza economica mondiale entro il 2030. Ma Modi appartiene anche all’RSS, l’organizzazione che vuole trasformare l’India in uno stato fondamentalista Hindu. Dissidenti, giornalisti, perseguitati religiosi, intellettuali ci comunicano il timore che l’India, ipnotizzata dal sogno dello sviluppo economico, perda per sempre il carattere multiculturale, laico e tollerante della “democrazia più grande del mondo”, diventando uno stato integralista Hindu.

Regia: Adrian V. Eagle è nato in Italia. Negli ultimo 15 anni ha prodotto e/o diretto circa 80 documentari trasmessi da vari broadcaster tra cui: RAI, Arté France, National Geographic International, Al Jazeera, Discovery.

DANCING RESISTANBUL di Claudia Carolin Münch (Germania) | Anteprima Italiana

Nel maggio 2013, un numero crescente di persone si riunisce a Taksim Square, al centro di Istambul, per protestare contro la demolizione del cinema Emek e la distruzione di Gezi Park, una delle poche aree verdi rimanenti nella zona più europea della città. La protesta di questi contestatori consiste in una serie di atti a favore della cultura: concerti, street art e danze. La produzione ha filmato questa “protesta creativa”, incontrando una generazione che lotta per i propri diritti e che cerca di rendere tangibile la propria visione del futuro.

Regia: Claudia Carolin Münch è una regista, una scrittrice e una ballerina. Ha studiato Belle Arti e Cinema alla Mainz Academy of Art e alla Escuela nacional de Bellas Artes in Uruguay. Al momento lavora alla organizzazione no profit ecapio.org (Educazione e danza, improvvisazione e performance). Il suo film più recente è “Dancing Resistanbul” (“Tazende Revolte am Bosporus”).

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UMUDUGUDU! RWANDA 20 YEARS ON THE GENOCIDE di Giordano Cossu (Italia)

Gli aguzzini e i sopravvissuti al genocidio in Rwanda si trovano di a vivere insieme in umudugudus (villaggi)preesistenti e nuovi. Tormentati dagli eventi passati e da un futuro incerto, come sarà vivere tutti insieme quando è stato proprio il vicino a uccidere la tua famiglia? “Rwanda 20years on” è un documentario illuminante e provocante, che fa riflettere sugli sforzi richiesti al Rwanda per tornare nuovamente a vivere.

Regia: Giordano Cossu, giornalista, regista e produttore di documentari e web documentari, fondatore della società di produzione Hirya Lab, segue in particolare temi sociali, di sviluppo sostenibile e analisi di situazioni di conflitto e crisi umanitarie. Collabora con reportage multimediali per La Stampa, L’Espresso, The Epoch Times, The Christian Science Monitor, RFI, France 24 e TV5 Monde da Kosovo, Haiti, Etiopia, Ruanda e Burundi.

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By agostino

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